Commissione Tributaria Regionale di Lombardia (Sent. n. 884/2018 del 01/03/2018)

È stato, per il nostro Studio, motivo di grande orgoglio e soddisfazione professionale, l‘ottenimento di una sentenza (in realtà più Sentenze) definita dalla dottrina rivoluzionaria, sul TFM.

Fin dalla prima analisi della questione sottopostaci dal cliente, abbiamo rilevato diversi profili che, a nostro avviso, erano contestabili nell’operato dell’AE.

Ai fini della deducibilità del trattamento di fine mandato, rilevano le disposizioni legislative e contrattuali che regolano il rapporto tra amministratori e società. Le uniche norme che dispongono circa i compensi sono gli articoli 2364 e 2389 del codice civile, ove viene chiaramente stabilito che il compenso spettante agli amministratori viene fissato dall’assemblea dei soci, se non è stato stabilito all’atto della nomina e/o nello statuto della società.

La tesi sostenuta dall’ Agenzia delle Entrate, dunque, secondo i quali l’accantonamento del TFM è determinato con le stesse regole previste per il TFR dei lavoratori dipendenti (retribuzione annua divisa per 13,5), non è da ritenersi fondata poiché non sorretta da alcun dato normativo.

A tale conclusione è giunta la Commissione Tributaria Regionale di Lombardia con la pronuncia n. 884/2018 del 01/03/2018 in cui chiaramente si statuisce che:” il rinvio contenuto nel comma 4 dell’art. 105 del T.U. (…) sta esclusivamente a significare che è ammesso altresì l’accantonamento della quota di indennità di fine mandato destinata agli amministratori, ma senza nondimeno che tale sancita, omologa possibilità abbia ad includere anche gli altri elementi determinativi nel contesto richiamati e di pertinenza esclusiva dei lavoratori dipendenti”.

Nel caso in esame, infatti, la difesa dimostrava che la società rispettava i limiti posti dall’ assemblea dei soci e pertanto, le indennità deliberate erano perfettamente deducibili, posto che l’art. 105 del DPR 917/1986 non prescrive alcun particolare adempimento.

Giova evidenziare, infine, che tra le medesime parti è intervenuta in aggiunta la recente sentenza n. 3749/2018 del 11/09/2018 CTR Lombardia che, in relazione alla successiva annualità, ha confermato nuovamente le argomentazioni svolte dallo Studio a favore della società rigettando l’appello dell’Ufficio.

Si deve concludere quindi che per le indennità degli amministratori, non è prevista un’apposita norma che indichi le modalità istitutive e i criteri di calcolo delle somme così accantonate, con la conseguenza che all’amministrazione finanziaria è preclusa la possibilità, verificatasi nel caso di specie, di valutare la congruità degli importi accantonati, che sono rimessi alla libera volontà delle parti.

Questa interpretazione della norma è stata, come detto, uniforme sia in primo che in secondo grado, ormai in tre giudizi relativi a tre anni successivi di imposta accertati dall’AE.

Avv. Anna Bonaventura

Avv. Marcella Coccanari

Source: Diritto24 – Sole 24 Ore