Intervista all’Avv. Marcella Coccanari sul magazine La Freccia.

Nell’era della digitalizzazione e del mercato globale, le aziende italiane, anche le PMI, sono sempre più orientate alla conquista di opportunità verso l’estero. Per questo, sono sempre più richiesti professionisti che possano accompagnare gli imprenditori in un percorso di Internazionalizzazione.

Incontriamo oggi uno dei massimi esperti di internazionalizzazione delle imprese, l’Avv. Marcella Coccanari, titolare di Coccanari & Partners, Studio Legale e Tributario.

Quali sono le principali opportunità che indicherebbe oggi alle aziende?

L’Evento più atteso è sicuramente Dubai 2020, prima Esposizione Universale in un Paese del Medio Oriente: ad oggi, oltre 150 imprese italiane di beni e servizi hanno manifestato il loro interesse al ruolo di partners per il Padiglione Italia. Il tema dell’Expo che si terrà dal 20 Ottobre 2020 al 10 Aprile 2021 è “Connecting minds, creating the future” – “Collegare le menti, creare il futuro”. Pur se il titolo non rimanda direttamente all’attività imprenditoriale, i sotto-temi sono di grande appeal per le aziende; si tratta di sostenibilitàmobilità e opportunità.

Ci può chiarire meglio, Avvocato, le possibili applicazioni di questi sotto-temi? a quali aziende sono indirizzate?

Sostenibilità è rivolto a tutte le aziende operanti nei settori innovazione, ambiente, bio-economia e in quelle delle energie e materie rinnovabili; l’area tematica mobilità interessa aziende nel settore delle connessioni (fisiche o virtuali) tra persone, comunità e Paesi e di Information e Communication Design (strumenti, canali, linguaggi); l’ultimo tema opportunità ha un raggio più ampio di coinvolgimento. Si pensi che il Padiglione Italia sta ricercando aziende dai settori Industrie creative (fashion design, moda, enogastronomia), nautica, costruzioni, arredo, illuminotecnica fino a aerospazio, cyber security, grandi opere, trasporti, automotive.

Perché un’azienda italiana dovrebbe essere interessata all’Expo o comunque alle opportunità degli EAU?

Dubai è la più “occidentale” delle metropoli medio-orientali, è da sempre meta di investimenti italiani ed europei ed è di fatto la porta di ingresso ai mercati dell’Oriente. In preparazione all’Esposizione Universale il Governo ha recentemente modificato la legge sui visti per imprenditori ed investitori, prevedendo un ampliamento di durata e una maggiore flessibilità. Con una risoluzione adottata nel Novembre 2018, il Governo degli Emirati Arabi Uniti ha stabilito che, a partire dal 3 Febbraio 2019 vengono accettate richieste di visto di residenza di 10 anni per investitori e uomini d’affari. Gli EAU intendono in questo modo attrarre profili professionali di alto livello e invogliarli a rimanere nel Paese contribuendo alla crescita economica dello stesso.

Cosa consiglia agli imprenditori interessati a Dubai 2020 e al mercato degli Emirati?

Gli EAU si sono classificati nel 2018 al decimo posto nella lista dei più importanti poteri economici del mondo, grazie all’attenzione del Governo locale alla diversificazione economica, all’innovazione e agli investimenti. Il mio consiglio al Made in Italy è di iniziare fin da ora un approccio e un dialogo per aprire opportunità di partnership e di investimento.

Cosa serve per avviare un business a Dubai?

Per prima cosa, anche se sembrerà ovvio, l’imprenditore italiano interessato a Dubai deve essere preparato al gap culturale: l’approccio al business dei Paesi Islamici è differente ed è bene prepararsi in anticipo con un adeguata formazione. Il business a Dubai è oggi più che mai in corsa: servono elasticità e disponibilità a delocalizzare e ad integrarsi con i lavoratori locali. L’azienda ideale ha un know-how e un prodotto che la caratterizza e, per le nuove tecnologie, anche le start up. Come studio abbiamo assistito diverse aziende verso i mercati orientali: ogni anno, accompagniamo aziende italiane a Canton – Guangzhou, Cina, dove si svolge, dal lontano 1957, la China Import and Export Fair, occasione unica per il commercio internazionale.