Intervista all’Avv. Marcella Coccanari sul magazine La Freccia.

Buongiorno avvocato Coccanari, cosa si intende per strumenti per la liquidità?

Il circolo virtuoso delle aziende è quello di produrre beni e servizi per scambiarli sul mercato e reinvestire i guadagni nella produzione di nuovi beni e servizi.

In un momento come quello attuale, dove questo normale processo è stato profondamente mutato dalla forzata inattività o difficoltà di contatti, anche commerciali,  gli imprenditori dovrebbero, a mio avviso, guardare a nuove forme di finanziamento.

A cosa si riferisce?

Dividerei l’argomento in due macro gruppi: il CROWDFUNDING e i FINANZIAMENTI EUROPEI.

Il Crowdfunding è la richiesta di finanziamento collettivo su internet?

Si, il termine viene dalla fusione di due parole inglesi: “Crowd” che vuol dire folla e “Funding” ovvero raccolta fondi, e viene generalmente tradotta come finanziamento collettivo. Il progetto dell’imprenditore, o aspirante imprenditore, viene proposto all’attenzione del pubblico attraverso dei portali, a ciò appositamente autorizzati da Consob. Ci si rivolge, effettivamente, a chiunque desideri far per un piccolo investimento o far fruttare una somma, più o meno cospicua, che ha a disposizione, e non vuole, o non può, intraprendere una sua attività autonoma.

Diremmo genericamente che si richiede di investire nel proprio progetto “all’uomo della strada”.

Cosa intende dire?

Non ci si rivolge ad investitori professionali o istituzionali, non ci si rivolge al mondo bancario, ma alla platea generale di persone che hanno una somma a disposizione, come un risarcimento assicurativo appena ottenuto, una eredità, la liquidazione di un titolo o il TFR. Credetemi, ci sono moltissime persone disposte ad investire una somma in un’impresa che li affascina.

Si stima che, in Italia, il mercato del crowdfunding sia solo al 25% del suo sviluppo potenziale e che crescerà in maniera esponenziale proprio nel 2020/2021.

Naturalmente, trattandosi, di fatto, di sollecitazione al pubblico risparmio, l’attività è regolamentata da Consob, che tiene costantemente monitorate le procedure dei portali autorizzati per garantire la sicurezza degli investitori.

Il crowdfunding è quindi una richiesta di prestito? Come funziona esattamente?

Per prima cosa occorre precisare che si può proporre il proprio progetto su un portale verticale, ovvero dedicato ad uno specifico settore, come l’edilizia, l’alimentare, il green, oppure su un portale che fa crowdfunding orizzontale ovvero generalizzato sul pubblico, senza indirizzarsi ad un unico settore.

Poi, va detto che esistono quattro forme di raccolta dei finanziamenti: DONATION, destinato prevalentemente ad associazioni e imprese operanti nel sociale. In questo caso, si chiede un finanziamento senza fisicamente dare nulla in cambio, se non la realizzazione di un progetto di cui beneficia l’intera comunità. Con il sistema REWARD, l’imprenditore stabilisce un premio che darà a chi investe sul suo progetto, sia esso una scontistica particolare, o un campione del prodotto.

Infine, abbiamo le due forme più usate e specificamente indirizzate alle imprese: LENDING ed EQUITY.

Nel Lending, si chiede a tutti gli effetti un prestito, stabilendo un tasso di interesse che verrà riconosciuto agli investitori, mentre nell’Equity si cede, di fatto, agli investitori una quota, solitamente minoritaria, delle azioni della società che gestirà in progetto.

A chi consiglierebbe il crowdfunding?

A tutti. Sia come imprenditori che come investitori. Va fatto un progetto accurato, ma le potenzialità di questo strumento sono enormi.

Cosa ci dice, invece dei Finanziamenti Europei?

L’argomento è vastissimo e richiederebbe un articolo a se’. Quello che va sottolineato in questo momento è che siamo nell’ultimo anno della programmazione Europea. Con ciò intendo che i soldi non erogati entro quest’anno dovranno essere resi alla UE che, dal prossimo anno, inizierà una nuova programmazione con nuovi parametri e bandi per l’erogazione.

Questi Fondi vengono erogati direttamente dall’UE?

Alcuni fondi, detti per l’appunto diretti, sono erogati dall’UE attraverso Bandi che la stessa emette con le sue proprie istituzioni. Ma oggi desidero parlarvi dei cosiddetti Fondi indiretti, cioè veicolati ed elargiti ai richiedenti attraverso gli Stati membri. Parliamo di fondi che hanno quindi un bando in italiano, che si possono richiedere con una domanda redatta in italiano e che vengono valutati da un Ente italiano a ciò preposto.

Ci sono, al momento, dei Bandi attivi particolarmente interessanti per le imprese?

Certamente.

Va precisato che alcuni Bandi finanziano l’idea o, meglio, il concetto di innovazione presente nell’idea imprenditoriale. Mi riferisco, con ciò, al Bando “Smart and Start” che eroga fino ad un milione e mezzo di euro. È importante dire che le Start UP innovative hanno molte agevolazioni e, anche, che il concetto di innovazione, non è semplicemente ed esclusivamente legato ad un forte contenuto di innovazione tecnologica. È innovativo ciò che fornisce una soluzione innovativa ad un problema presente nella società.

E gli altri Bandi disponibili?

Un’altra categoria di Bandi ha, come elemento distintivo, le caratteristiche del soggetto che vanno a finanziare. Con i Bandi “Selfiemployement” e  “Nuove Imprese a tasso Zero” vengono, ad esempio, finanziati i progetti proposti da determinati soggetti: donne di qualsiasi età o giovani fino ai 35 anni, che costituiscano la maggioranza, di quote e numerica, della società che gestirà il progetto, sia essa già costituita (con un periodo massimo stabilito dai diversi Bandi) sia essa da costituire dopo l’approvazione del progetto. Mi permetto di sottolineare particolarmente questo punto: l’imprenditore, o aspirante tale, che ha un progetto per cui chiede un finanziamento, può sostenere tutte le spese, comprese quelle di costituzione della società, solo dopo aver avuto l’approvazione dell’erogazione richiesta.

I Bandi prevedono, anche, un tempo di realizzazione del progetto ed un primo di periodo di preammortamento, per un totale di circa 2/3 anni, prima di iniziare a restituire la Somma erogata a tasso zero, ovvero con la restituzione del solo capitale.

Questi Bandi riconoscono finanziamenti dai 50.000,00 ero fino a tre milioni.

Esistono dei finanziamenti a fondo perduto?

Certamente. Questi sono spesso destinati a determinate aree geografiche e si possono cumulare ai finanziamenti a tasso zero, dove il Bando lo preveda.

Cosa consiglia, avvocato Coccanari, agli imprenditori?

Consiglio di rivolgersi ad un professionista specializzato. Gli strumenti a disposizione sono tantissimi e, purtroppo, sono poco conosciuti e poco usati. Con un corretto studio di fattibilità è possibile individuare correttamente lo strumento da utilizzare e realizzare con successo il proprio progetto.